Visual Storytelling: la scatola di spinaci ideale per il tuo brand

Quante volte avete sentito il famoso concetto del Potere delle Immagini? Sicuramente è già successo almeno un paio di volte e se avete prestato la dovuta attenzione, per rafforzare questo concetto, si fa spesso riferimento all’espressione di meraviglia e stupore che si faceva da piccoli quando sfogliavamo per la prima volta il libro di favole regalato da un parente.

Anche se siamo cresciuti, cosi come le tecnologie, la voglia di provare quelle sensazioni oltre ad esserci ancora è persino aumentata grazie all’esplosione dei Social che basano la loro forza sulle immagini. Insomma, i bambini di ieri sono diventati i consumatori di oggi e se un’azienda vuole catturare la loro attenzione deve adottare una strategia di Visual Storytelling convincente.

Emozionare, Coinvolgere, Stupire: le tre coniugazioni del Visual Storytelling

I dati sono incontrovertibili: il 40% delle persone risponde meglio ad un’informazione visuale rispetto ad una testuale perché la mente è in grado di processare circa 60.000 volte più velocemente i contenuti presenti all’interno di un immagine rispetto a quelli di un testo. Questo dato ha scatenato il bombardamento massiccio da parte dei marketers d’immagini, micro-video, GIFs, infografiche su tutti i dispositivi possibili dei consumatori.

Si è passati da un estremo all’altro ed è proprio qui che entra in gioco il Visual Storytelling perché nonostante questa “overdose” visuale, l’immagine rimane l’esca più succulenta con la quale raccogliere e fidelizzare i consumatori.

L’errore da evitare è quello di farsi prendere dalla foga del momento rischiando così di confondersi con la massa. Per evitare questo è necessario innanzitutto pianificare un vero e proprio “storyboard” aziendale nel quale ogni immagine si lega a quella precedente al fine di costruire un vero e proprio puzzle visuale.

Per traslare la propria azienda in un racconto per immagini, bisogna partire con il rispondere ad una domanda apparentemente semplice ma dalla quale risposta dipende l’elaborazione dell’interna strategia narrativa: Chi sono? Quali sono i principi della mia azienda? Qual’è il valore aggiunto della mia azienda? Questa breve autoanalisi sommata all’obiettivo che si vuole raggiungere (vendere, creare engagement, ottenere like, referenze, condivisioni) costituiscono le basi sulle quali elaborare il proprio storyboard.

Tenendo bene in mente che ogni azienda è un piccolo mondo a sé perché differisce per storia, struttura e mission vi diamo alcune dritte per creare contenuti visuali coinvolgenti:

  • Scegliete immagini adatte alla vostra identità corredate da un breve testo descrittivo in grado di accendere la curiosità del lettore spingendolo a compiere una determinata azione.
  • Fate vedere quello che c’è dietro il palcoscenico aziendale; fotografate i collaboratori mentre lavorano in ufficio o fanno consegne dai clienti. Umanizzare l’azienda genera engagement, ma fate attenzione perché la linea tra coinvolgere e diventare ostaggi della rete è sottilissima (vedi alla voce: io ci metto la faccia)
  • Utilizzate un linguaggio diretto ed immediato evitando orpelli e frasi retoriche.
  • Cercare l’engagement con i clienti: chiedete la loro amicizia sui luoghi virtuali più presidiati (Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin, Youtube) perché possono diventare promotori indiretti del vostro brand.

Si tratta di piccoli suggerimenti dai quali partire, ma soprattutto vi consigliamo di fermarvi un attimo e buttare giù qualche riflessione in merito perché se non si ha piena coscienza di avere tra le mani una storia da raccontare, non c’è strategia valida che tenga.