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Fake News: perché dobbiamo stare attenti!

In questo momento particolare e difficile per tutti le fake news la fanno da padrone per questo è ancora più importante riflettere su quanto si scrive e si condivide sui canali social. Anche i gruppi WhatsApp, da meri strumenti di comunicazione Scuola-Famiglia, Sport-Famiglia, ecc. ecc. , sono diventati Punto Informativo del Ministero della Salute. Purtroppo però, a volte, con effetti dannosi.

L’informazione oggi viaggia alla velocità della luce e siamo bombardati ogni nano secondo da informazioni che non sempre riusciamo a controllare. Bisognerebbe però, prima di condividerle dandole per certe e autorevoli, prendersi qualche minuto di tempo (che tanto non ci manca!) per verificarne l’autenticità.

Senza pensarci e senza ragionare si condividono spesso cose non vere, non accertate e che possono essere dannose, fanno perdere tempo (anche se oggi ne abbiamo a badilate) perché la nostra umana curiosità ci spinge ad aprire i messaggi che riceviamo ogni volta che s’illumina, suona o vibra il cellulare e ci fanno diventare tutti dei super esperti.

Per questo è fondamentale VERIFICARE bene ciò che si CONDIVIDE e contare fino a 10 (anche di più se necessario!) prima di scrivere o dire certe cose.

Di seguito un breve vademecum che ci può esser utile per gestire al meglio questo flusso incontrollato di informazioni e per sviluppare lo spirito critico necessario a valutarne le fonti e loro autorevolezza.

Quando leggiamo qualcosa che sembra interessante, prima di tutto cerchiamo di ottenere MAGGIORI INFORMAZINI sul SITO (o social) su cui si trovano e chi è l’AUTORE. Verifichiamo la url del sito da cui proviene l’informazione (potrebbe trattarsi di un nome del tutto simile a quello di un sito attendibile); verifichiamo che non sia all’interno di qualche black list; verifichiamo che l’autore, facendo una ricerca sui (sul) social in cui abbiamo intercettato l’articolo, abbia il profilo verificato (con la spunta blu o grigia). Uno strumento utile al caso è https://webmii.com/ che permette di ricerca il riferimento con il nome della persona aiutandoci a scoprire eventuali account falsi.

Anche verificare i DATI e le FONTI è fondamentale prima di condividere un articolo che riporta dati scientifici, statistici, medici. É bene verificare che siano citate le fonti da cui arrivano tali informazioni o siano presenti link a supporto delle stesse, cercando di risalire alle fonti primarie su cui si fonda l’informazione. I dati poi dovrebbero essere letti in maniera approfondita magari attraverso siti specializzati, siti di centri di ricerca, istituzionali, ecc.

Verifichiamo anche le IMMAGINI e i VIDEO che condividiamo se contengono informazioni importanti. Sappiamo benissimo che anche le immagini e i video (deep fake) sono spesso degli artefatti, quindi bisogna essere in grado di osservarli nel modo corretto. Ma come facciamo a sapere se sono reali oppure no? Soprattutto oggi in cui con i migliori software di grafica e montaggio video permettono di creare degli elaborati perfetti?
Per quanto riguarda le immagini possiamo usare la ricerca di Google Immagini che ci serve per fugare i primi dubbi (immagini già utilizzate e in che contesti ed eventuali segnalazioni di bufale precedenti!). Esistono poi dei siti di riferimento che possono essere utili per questo scopo come: https://tineye.com/ per tracciare se, e dove, un’immagine è già stata usata (le immagini vengono disposte in ordine cronologico); oppure http://fotoforensics.com/ in cui possiamo verificare se un’immagine ha subito delle modifiche nel corso del tempo.
Per i video esistono software in grado di analizzare, dall’interno, i file video rintracciando le eventuale manomissioni (alcuni riconoscono con una percentuale fino al 98% se si tratta fake). Tra questi troviamo XceptionNet (sviluppato dai ricercatori della Technische Universität München) che cerca nei file video le tracce di una manipolazione. Anche Amnesty International ha realizzato uno strumento (YouTube DataViewer) che, a partire dall’indirizzo di un video online su YouTube, estrae alcune informazioni riguardo al filmato come ad esempio l’eventuale “proliferazione” di un anteprima fotografica di cui è composto e permette di tracciarne una storia.

Ultimo punto, ma non per ordine d’importanza, riguarda l’ANALISI del CONTESTO. Come già detto in precedenza è utile cercare di contestualizzare l’argomento soprattutto se è sostenuto anche da commenti o opinioni di vario tipo. Non è certo cosa facile ma bisogna provare a destrutturare il testo per valutare se ogni suo elemento funziona anche da solo.

La disinformazione (o malainformazione) non fanno bene a nessuno e portano alla strumentalizzazione, da parte di pochi, del pensiero di molti.
Pensare prima di condividere.
Chi scrive bufale conta proprio sull’impulso degli utenti a condividere subito spinti dall’emozione del momento.
Non prendiamo per buono tutto quello che ci viene propinato ma analizziamolo e, solo quando siamo sicuri della sua autorevolezza, condividiamolo (per intero, senza manomettere alcun dato, senza interpretarlo e citando le fonti e la data).

[FONTI:
https://www.ilsole24ore.com/art/il-lato-oscuro-internet-cosi-vengono-fabbricate-fake-news-ABYjTJaB
https://www.fastweb.it/web-e-digital/riconoscere-fake-video/
https://www.osservatorionline.it/page/244189/come-smontare-una-fake-news]